Gli shop di Harajuku, epicentro dello streetwear giapponese

Gli shop di Harajuku, epicentro dello streetwear giapponese
17 giugno 2017 WearLimited
Gli Shop di Harajuku

Il Giappone è un punto di riferimento per la moda casual: il denim giapponese è considerato la miglior tela al mondo per produrre jeans di alta qualità, ed è palese l’attenzione di numerosi brand verso il sol levante. Gli shop di Harajuku riflettono perfettamente questa tendenza poiché questo famoso distretto di Tokyo si caratterizza per i numerosi store che accoglie, e per il fenomeno delle tribù streetwear di derivazione manga come le Harajuku Girl. Tendenze e contaminazioni che dagli shop di Harajuku arrivano fino in Europa, tra gli stand del Selvedge Run di Berlino e le vetrine di Carnaby Street a Londra.

Gli shop di Harajuku e la sneaker culture

Questo quartiere localizzato nel cuore di Shibuya si caratterizza per gli stili innovativi e le subculture che ha generato: motivo per cui gli shop di Harajuku hanno sempre giocato un ruolo importante nello sviluppo dell’identità culturale di questa zona. Ogni negozio nasconde capi crafted dalla qualità indiscutibile e propone i migliori brand giapponesi di streetwear. La globalizzazione ha significativamente inciso sulla geografia della moda, sdoganando stili e tendenze e favorendo contaminazioni che trascendono confini territoriali e culture tradizionali. Nei grandi centri urbani questo fenomeno viene assorbito e metabolizzato da luoghi concreti in continuo mutamento. Tra gli shop di Harajuku, a Tokyo, è proprio questa l´aria che si respira. Un non-luogo in cui le sottoculture urbane si calpestano, si scontrano, si mischiano reinventandosi.

shop di Harajuku supreme shibuya

Foto di sneakerwolf.com

Addentrandoci negli shop di Harajuku appare doveroso citare la presenza di Supreme. Il famoso store di skateboarding inaugurato a Manhattan nel 1994, famoso per l’hype che riesce a generare lanciando sempre collezioni ultra limitate, in Giappone vanta 6 punti vendita di cui uno a Shibuya ed un altro ad Harajuku. Per celebrare il suo legame con le tribù locali, tutte le vetrine degli store Supreme giapponesi mostrano dei graffiti realizzati dal famoso street artist SneakerWolf, che abbiamo già conosciuto in occasione del lancio delle ASICS GEL lyte III “Hikeshi Hanten”. Proprio queste sneakers ci conducono ad un altro degli shop di Harajuku più interessanti: Kicks Lab. Questo negozio è da considerarsi una vera e propria mecca per la sneaker culture, ha aperto nel 2008 alle spalle dello store Supreme, ed è stato uno dei primi retailer giapponesi a lanciare collab ed edizioni limitate che possono essere acquistate solamente in negozio. Di recente ha aperto anche un secondo punto vendita sempre nel distretto di Shibuya.

Gli shop di harajuku Kicks Lab

Foto di kickslab.com

Non solo Sneaker a Shibuya

Nonostante le sneakers rivestano una particolare importanza non dobbiamo dimenticare il valore del denim giapponese, che in questo quartiere trova massima libertà di espressione. Il Made in Japan, unito a una rara abilità manifatturiera, assurge in questo luogo a vera linfa vitale per la resistenza culturale all´appiattimento del gusto, che conseguono dal crescente insediamento delle più famose case di moda occidentali. Un esempio? Il Kuro Flag Shop, che dal 2010 propone jeans ad alto contenuto sartoriale, sia a livello stilistico, sia per la raffinatezza della selezione e della lavorazione di pregiati cotoni giapponesi. Le stesse caratteristiche le possiamo trovare nelle borse e nei prodotti di un altro degli shop di Harajuku più influenti in europa: Head Porter.

Head Porter X Adidas NMD chukka

Foto di endclothing.com

Questo brand deve la sua fama alla realizzazione di borse e zaini made in Japan prodotti con i migliori materiali e con collaborazioni dei migliori stilisti. Inoltre il brand strizza l’occhio anche al mondo delle sneakers attraverso numerose collaborazioni, proprio questo week end infatti è previsto il lancio delle Adidas NMD Chukka.

La rivoluzione delle ragazze di Harajuku

Tra gli shop di Harajuku si può trovare davvero di tutto, dalle proposte più kitsch al vintage, dalle sottoculture futuristiche alla raffinatezza della moda crafted, che si affida, anche in Giappone, alla ricchezza del territorio. In occidente, il legame con la storia e la sublime qualità dei tessuti sono i capisaldi per il successo dei maestri della moda casual, come nel caso del military vintage di Nigel Cabourn e del naturalismo americano espresso dalle borse Filson.

Gli shop di Harajuku

Lo stesso si ripete ad Harayuku, dove gli shop a maggior contenuto artigianale investono in tecnica, territorialità e attenzione al dettaglio. Caratteristiche che appaiono paradossali, ma che al contempo ben si amalgamano con i ritmi forsennati della megalopoli giapponese. Il processo di stratificazione stilistica, ad Harajuku, è talmente rapido che è quasi impossibile registrare ad occhio nudo la nascita di nuove tendenze e l´insabbiamento di scintille sottoculturali emerse solo pochi giorni prima. Questo fenomeno si fa palpabile a Takeshita Dori, via principale del quartiere e passerella a cielo aperto per le Harajuku girls, che combinano stili classici e contemporanei per creare appariscenti e inedite identità tribali, come Gosurori, Lolita Kei, Gyaru Key e mille altre ancora. Un vero e proprio movimento, paragonabile al punk di fine anni 70 a Londra, che coinvolge anche adolescenti di sesso maschile. Una rivoluzione che spesso combina classici come il kimono e gli abiti da samurai con capi firmati e futuristici, accessori della cultura manga e sneakers a edizione limitata. Gli shop, ad Harajuku, dialogano incessantemente con questo popolo colorato, amplificando gusti e intuizioni sempre più attraenti anche al di fuori dell´arcipelago nipponico.

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