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Nigel Cabourn, designer del military vintage

designer nigel cabourn
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Anche nell’abbigliamento casual, dietro a capi iconici si cela sempre l’estro di menti geniali che riescono a coniugare fantasia, quotidianità e ricercatezza dei tessuti. È il caso di Nigel Cabourn, designer britannico dalla lunga carriera ed essenziale punto di riferimento per l’outerwear grazie alle sue linee leggendarie di capispalla. Una figura che, per attitudine e intuito, è stata spesso accostata a quella di Massimo Osti, fondatore di Stone Island e stilista di rilievo per la storia dello streetwear, le cui creazioni sono riproposte nell’archivio bolognese che ne valorizza la trentennale carriera. Eccovi, dunque, un ritratto di Nigel Cabourn, designer precursore del vintage militare.

Per il designer Nigel Cabourn è sempre una questione di qualità dei tessuti

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Il designer Nigel Cabourn nasce nel primo dopoguerra a Scunthorpe, cittadina dello Yorkshire a una manciata di chilometri dalla costa est inglese. Successivamente, a 17 anni, si sposta a Newcastle per studiare moda e dare forma alla propria passione. Da lì in poi, il nord est inglese sarà per sempre base creativa e fonte d’ispirazione del suo percorso stilistico. La working class, i cantieri navali affacciati sul Mar del Nord, le uniformi militari indossate dal padre durante la Seconda Guerra Mondiale in India.

 

Storie personali e imprese del passato che si intrecciano con tessuti evocativi di grande pregio, per dare vita a capispalla iconici che definiscono, da decenni, i canoni della moda casual. La ricercatezza che accompagna ogni singola creazione è, infatti, tutt’altro che scontata, a partire dalla scelta dei materiali. Come detto, Nigel Cabourn è il designer che ha trasformato l’esperienza militare in tendenza casual e le idee alla base delle sue creazioni sono infarcite di riferimenti storici e fatti concreti. Eccezion fatta per il mitico denim giapponese, Cabourn predilige tessuti britannici, come Harris Tweed e Ventile, che ritroviamo anche nella rivisitazione delle classiche Chuck Taylor di Converse. Entrambi i materiali sono rinomati per la resistenza e la durevolezza che rendono i capi perfetti anche per affrontare condizioni estreme, perché estreme sono spesso le storie che Cabourn vuole narrare. Proprio in questo si palesa il parallelismo con Massimo Osti. I due, infatti, possono essere accomunati dall’intuizione di rivisitare capi tecnici come quelli militari e renderli iconici, nella forma e nel contenuto.

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