Il fenomeno BAPE in Italia: Intervista con Vito Castellano

Il fenomeno BAPE in Italia: Intervista con Vito Castellano
18 Aprile 2020 WearLimited
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Il Fenomeno Bape in Italia

In periodo di quarantena anche una realtà piccola come Wear Limited ha registrato dei trend anomali sul proprio traffico, e analizzando un po di dati, siamo rimasti ancora più affascinati dal fenomeno Bape. L’interesse verso il brand Bape, nonostante la situazione di incertezza, non si è arrestato ma anzi continua a crescere, nel nostro caso del 30% dal 16 Marzo.Per quanto riguarda invece il lato dell’offerta, conoscendo bene il network di dealer ufficiali Bape, due particolari evidenze hanno colpito la nostra attenzione.

Cosa è cambiato nella distribuzione di Bape?

  1. Alcuni store hanno aggiornato le politiche di vendita di questo brand: prima dello scoppio della pandemia store come Solebox o End Clothing non vendevano prodotti Bape online. Adesso anche online è possibile acquistare questi prodotti.
  2. Non sembra inoltre che le restrizioni sullo spostamento di merci e persone abbiano rappresentato un impedimento per la distribuzione di A Bathing Ape. L’inventario degli store è sempre in continuo allestimento. In questi giorni è anche disponibile la release di A BATHING APE X DRAGONBALL Z.
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Vito Castellano: un vero esperto del fenomeno Bape!

Sulla base di queste evidenze abbiamo deciso di approfondire le nostre conoscenze su uno dei marchi giapponesi più celebri, intervistando una delle persone più autorevoli sul fenomeno Bape  in Italia: Vito Castellano. Vito è considerato uno dei massimi esperti di Bape: è amministratore di Bape Italia, la community social italiana di appassionati di questo brand. Inoltre Vito contribuisce all’organizzazione di Ginnika, uno degli eventi chiave in Italia per quanto riguarda la cultura delle sneakers e dello streetwear in Italia. Chi meglio di lui poteva soddisfare la nostra curiosità!

fenomeno bape

Come nasce la tua passione per Bape?

La mia passione per Bape nasce nella prima parte degli anni 2000, soprattutto grazie alla musica. Sono sempre stato interessato all’abbigliamento, specie alle mode romane (c’era una sorta di dress code per frequentare le discoteche pomeridiane) e tramite quel mondo iniziai a conoscere negozi iconici come BeCool e 40gradi, dove imparai ad apprezzare uno streetwear di livello più alto. Per uno strano caso tutti gli artisti che seguivo maggiormente dai Beastie Boys ai The Prodigy dai Daft Punk ai N.E.R.D. erano tutti legati al brand di Nigo. Se nello specifico però dovessi menzionare un evento emblematico, parlerei sicuramente degli MTV EMA a Roma nel 2004. Durante delle interviste, tra l’altro proprio nella mia città, Mike D dei Beastie Boys indossava una Shark Hoodie e rimasi talmente colpito da quel capo cosi strano che iniziai a documentarmi sulla storia del marchio. Sempre su MTV poi, anni dopo, ricordo che mandarono un video dell’apertura del primo store BBC a Tokyo che mi fece entrare ancor di più nel vortice.

Attraverso quali canali hai iniziato ad acquistare i pezzi della tua collezione?

Il primissimo acquisto Bape fu una t-shirt comprata nella sezione vintage/usato proprio di 40gradi. La stessa estate andai a Londra e ovviamente visitai il Bape BWS acquistando dei pezzi, ma lo stock era talmente limitato che di Bapesta nella mia taglia non ce n’era neanche una. Tornato a Roma provai a comprarle da pondon store su eBay, che avevo visto essere il venditore più affidabile su BapeTalk e BapeTalk2. Tutti i miei primi acquisti da li in poi furono fatti su pondon e nel marketplace di quei due forum, dove ho instaurato amicizie con persone di tutto il mondo che durano tutt’ora.

Quanto è cambiato il brand dalle origini con Nigo, e quali sono gli elementi stilistici che secondo te rispecchiano questi cambi?

Il brand negli anni è cambiato moltissimo sia sotto la gestione di Nigo che dopo la separazione. A mio avviso la trasformazione più importante ci fu con lo spostamento del focus dall’Europa agli Stati Uniti, all’incirca nel 2005 con l’apertura del BSW di NY. Da uno stile di abbigliamento più vintage/militare adatto a James Lavelle, Ian Brown e la scena Londinese si passò ben presto a felpe e jeans oversize, camo e bapesta coloratissime adottate subito dal pubblico Americano. Pur avendo conosciuto Bape proprio in quegli anni di transizione, probabilmente proprio grazie all’ingresso in quel mercato globale, rimango molto più legato alla fase pre USA.

 

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#bape #club75

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Perchè il fenomeno Bape oggi è in forte ascesa?

Credo che il ritorno sulla cresta dell’onda, dopo qualche anno di flessione, sia in gran parte dovuto alla gestione del gruppo I.T che nel 2011 ha comprato il 90% delle quote del brand da Nigo. Lasciando un po’ da parte l’esclusività hanno puntato forte su design e capi iconici aumentando il bacino di utenza specie tra i più piccoli.

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Cosa pensi di Billionaire Boys Club e delle collaborazioni tra Nigo e Uniqlo?

Anche se ne possiedo qualche capo, non sono mai stato un grande fan del progetto BBC/Ice Cream, mentre ho apprezzato moltissimo il lavoro di Nigo sulla collezione UT per Uniqlo. Ritornare sulla vetta dello streetwear vendendo magliette non limitate ad un prezzo basso, quando l’esclusività e l’alto costo dei capi erano stati due punti fondamentali del precedente successo, è stato clamoroso.

Pensi che anche nella fase in cui i retailer potranno riaprire i propri store, Bape continuerà a vendersi online?

Credo proprio di sì, la reticenza a vendere online è un retaggio della vecchia gestione, ormai non si può essere al passo e competitivi puntando solo alle vendite dello store fisico.

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Quando si farà il prossimo Ginnika e ci sarà un corner dedicato a Bape?

Purtroppo qualche giorno fa, a causa della situazione che tutti conosciamo, con estremo rammarico, siamo stati costretti ad annullare la settima edizione di Ginnika che era in programma il 30-31 Maggio. Vi invito però a seguire la pagina Instagram di Ginnika dove ogni giorno alle 19 stiamo trasmettendo in diretta per parlare di Sneakers e tanto altro, in compagnia di ospiti, amici e membri dello staff, per farci compagnia tutti insieme durante queste settimane di quarantena. Si parla anche tanto di Bape che rimane uno dei brand preferiti di tutta la Posse e, perché no, magari in qualche progetto futuro potrebbe avere un ruolo centrale.

 

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Ginnika VI – The Beast’s Edition Official Visual Roma 14/15 Settembre 2019 @ Ragusa Off #Ginnika

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Una la tieni, una la bruci, una la regali: Bapesta Kanye West College Dropout,
Nike Air yeezy 2, Jordan IV Kaws

Tengo la Yeezy2 perché è probabilmente la mia scarpa preferita in assoluto e anche l’unica tra le 3 che possiedo. Regalo la Bapesta di Kanye al mio maestro Piant, che mi ha instradato sullo streetwear giapponese e il culto del maestro dei maestri Hiroshi Fujiwara. Infine brucio a malincuore la Jordan IV di Kaws che, pur piacendomi moltissimo e rosicando di non essere riuscito a comprare, è un gradino sotto le altre due.

Ringraziandovi per l’opportunità concessa e le belle parole di introduzione saluto calorosamente tutti i Bapehead che ci leggono!